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15/09/2010

Commenti

Luigi Rosa

Concordo con la tua analisi di separazioni n caso di conflitti come quelli che hai elencato.
Per iniziare e per non essere drastici basterebbe una separazione tra business unit con delle policy interne (sottoposte ad audit terzo) che impediscano l'osmosi di dati, un po' come le policy che mitigano (o dovrebbero farlo) l'insider trading.
Gia' questo sarebbe un buon inizio e una via meno dolorosa nel caso in cui arrivi la mannaia dell'antitrust.

Riccardo

Certamente è opportuno agire sul piano regolatorio, ma imho ci scontriamo con la mancanza di strumenti internazionali efficaci e tempestivi.
A che livello regolamentare dovrebbe essere impedito a Google di fare tutte le cose che fa senza, per lo meno, rigidi protocolli di sicurezza? A livello nazionale (USA), a livello di unione europea, a livello di nazioni unite?. Chi può imporre a Google di separare le attività che, senza una rigida segregazione, possono darle il potere che ha su ciascun individuo?

Personalmente credo più nella capacità di diffondere rapidamente la "cultura della sicurezza" che di diffondere la "regolamentazione della sicurezza" dei dati personali. La tua sensibilità, Stefano, la mia sensibilità a questi temi, che ci fanno percepire il pericolo di affidare ad un solo intermediario le proprie informazioni, sono il migliore strumento di difesa, quello che dobbiamo sforzarci di trasmettere ai nostri figli, che sono i più esposti, ma anche anche agli amici ancora freschi di iscrizione a FB.

Riccardo

Aggiungo che la stessa tecnologia, forse, unità alla sensibilità di cui parlo sopra potrà aiutarci.
Mi spiego: tecnicamente sarebbe già possibile usare alcune tecnologie da tempo disponibili, come protocolli peer to peer, per rendere più difficile la vita a google nella tracciatura delle richieste al motore di ricerca.

Se esistesse un browser o una estensione per fare le query a google mascherando l'IP (o meglio prendendo a prestito l'IP di un altro utente di quel browser o di quella estensione) lo userei fino da ora ed in modo esclusivo.

Btw, ora che ci penso, anche la funzione "instant" dalla homepage di google rientra pienamente nel disegno generale evil-esco e dovrebbe essere evitata il più possibile (fra l'altro non mi pare serva ad un gran che)

twitter.com/alessiodd

Questa notizia è solo l'ultima di una lunga serie, che include (ma non inizia con) le preoccupanti farneticazioni tecnoelitiste di Schmidt, l'accordo con Verizon che cappotta i presupposti di Internet e tante altre chicche che conosci meglio di me.
Di una Google che si trova a dover rincorrere FB nello sfruttamento selvaggio dei dati personali - questa è l'impressione - faccio volentieri a meno. A FB partecipo il minimo sindacale, di Google sto cercando di liberarmi. Ci vorrà molto più tempo di quanto ce n'è voluto per entrarvi dentro dalla testa ai piedi (basta pensare alla mailbox Gmail attiva dal 2005), ma chi la dura la vince!

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