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23/03/2012

Commenti

Gio

Immagino che stamattina siano corsi ai ripari, perchè adesso chiedono utente e pwd.

ABusetti

a me chiede la password...

Simonespetia.wordpress.com

Comunque sia sul sito della Camera si può ancora fare e piuttosto presto la mattina. Il problema è ampio

Stefano Quintarelli

guarda i link in cima al mio post...

Davide Costantini

Stefano ma perché il sito del Senato permette di scaricare gli articoli di oggi di tutti i giornali??

Stefano Quintarelli

mica solo il senato, guarda anche gli alitr link in testa all'articolo... tecnicamente sono pirati...

Bubbo Bubboni

Pirati? Direi corsari.

Bisognerebbe sapere quanto pagano (= paghiamo) per la rassegna stampa però. Il modello di business dello stato non è poi così lineare.

Simonespetia.wordpress.com

Visto

Fabio

E' sempre sconcertante come le nostre istituzioni si distinguano sempre nel NON fare quello che pretendono facciano i cittadini...
Volendo, assai off topic ma attuale, un po' come la riforma dell'articolo 18, vale per tutti tranne che gli statali...

M. Fioretti

Che poi, diritto d'autore a parte, è proprio il MODO in cui vengono preparate quelle rassegne stampa che grida vendetta, cioè gente pagata per ritagliare copie cartacee e farne scansioni a mano, anzichè fare copie locali, magari con password, di pagine web e/o articoli digitali ricevuti previo accordo dall'editore, vedi http://stop.zona-m.net/it/2011/09/rassegne-stampa-inutili-al-comune-di-roma-e-nel-governo-chi-paga/

Ivano

Purtroppo la stessa cosa è stata fatta prima per la rassegna stampa del MEF verso novembre, poi per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali a dicembre e ora per l'AGCOM. Non ci sono più pasti gratis. peccato perchè erano ottime da leggere su cellulari in viaggio specialmente in versione testuale. Credo che la decisione di chiuderli sia stata dovuta soprattutto al fatto che erano diventati in tanti i lettori proprio grazie al canale mobile

Asa_A.Santangelo

Beh, almeno sai che in Agcom leggono il tuo blog, daily

Stefano Quintarelli

o l'espresso...

Angelo Zaccone Teodosi

Caro Quintarelli, senza dubbio la questione delle "rassegne stampa" variamente messe a disposizione online gratuitamente, è delicata ed importante, però la segnalazione de "l'Espresso" temo finirà per determinare soltanto un meccanico rafforzamento delle logiche "walled garden" ed in generale "pay" (come Agom ha messo in atto tempestivamente, post-segnalazione/lamentazione!): il che, per un sostenitore del diritto d'autore e del copyright quale sono io, va bene, anzi benissimo. Mi stupisce che questa stretta... "repressiva" provenga però dalla stessa "fazione", che, paradossalmente, su altre questioni, spesso teorizza allegramente l'uso "libero e bello" di contenuti audiovisivi di qualità... Due pesi e due misure?! La questione centrale è però altra: nel caso in ispecie, il ruolo di un "service" come Datastampa: qual è il rapporto tra questa società e gli editori di quotidiani periodici? essi beneficiano di un flusso di ricavi, dal servizio che Datastampa vende (ed a caro prezzo, peraltro) ad enti pubblici e società private ?! Io personalmente ed alcuni colleghi utilizziamo spesso queste rassegne stampa assai "free", anche perché consentono una pre-selezione mirata per aree tematiche, ma tante volte ci siamo domandati quanto spendano, le Pubbliche Amministrazioni italiche, per acquistare da Datastampa il servizio. Qualcuno avrà mai effettuato una ricognizione in materia ?! E' un bell'argomento, in materia di "nuovi" modelli di business, non credi ?! Buon lavoro e come sempre complimenti per la qualità dei tuoi commenti. Con stima, Angelo Zaccone Teodosi (a.zaccone@isicult.it) / www.isicult.it / www.italiaudiovisiva.it/blog

Stefano Quintarelli

non credo di avere capito... la stretta repressiva sarebbe l'aver rimosso alla fonte una divulgazione illecita ? la cosa è disposta da Agcom che non teorizza certo l'uso libero di contenuti di qualita'.
o forse si riferisce a me per il fatto che ho segnalato l'articolo che c'era sull'espresso stamattina ? anche in questo caso non mi pare di avere _mai_ teorizzato l'uso libero, ecc. anzi.. io sostengo che si debba intervenire sui circuiti di pagamento per togliere il fiato ai pirati.
Per quanto riguarda i rassegnatori, FIEG ha predisposto una licenza dagli editori ai rassegnatori che prevede il pagamento di una percentuale assai ragionevole come licenza per la remunerazione degli articoli. Non so se datastampa stia retribuendo gli editori, non horagione di ritenere il contrario.

Angelo Zaccone Teodosi

Caro Quintarelli, chiedo venia, debbo aver provocato un "misunderstanding": la mia voleva essere una battuta, non riferita a te, bensì alla posizione - dal mio punto di vista (quindi: rectius: la mia interpretazione del posizionamento ideologico) - del gruppo "l'Espresso": che, da un lato, dedica attenzione alla sacrosanta tutela dei diritti degli editori della carta stampata rispetto al web (e - quindi - anche alla necessità di evitare usi impropri delle rassegne stampa telematiche), e, dall'altro, mi sembra sia spesso simpatizzante rispetto ad un uso "libero e bello" dei contenuti di qualità. Mi vanto di essere un discreto analista critico, ma forse sbaglio. Osservavo quindi una qual certa contraddittorietà, o comunque asintonia, nelle tesi de l'Espresso (non nelle tue): da questo deriva la mia battuta su "due pesi e due misure".
In relazione ai "rassegnatori", sarebbe interessante conoscere i fondamentali di questa licenza, e - ti domando - in questi contratti standard è prevista la "divulgazione" anche soltanto parziale delle rassegne?! Ovvero: tutti gli enti pubblici che mettono online parte delle loro rassegne stampe commettono un illecito, e sono quindi pirati (con Agcom che sonnecchia, come spesso, ed essa stessa "pirata"...), o ci sono contratti che consento una parziale messa online "free"? L'argomento è di indubbio interesse, ben oltre il casus in sè. Grazie. Cordialmente. Angelo Zaccone Teodosi (a.zaccone@isicult.it) / www.isicult.it / www.italiaudiovisiva.it/blog

Stefano Quintarelli

grazie per avere chiarito. nonostante io rivendichi il diritto di cambiare idea, credo che il mio punto di vista su queste questioni sia abbastanza conseguente nel tempo.
la risposta e' si. esistono meccanismi facili per fare il proprio business a norma di legge con una retribuzione ragionevole, equa e non discriminatoria degli autori dei contenuti

Andrea

Anche a me...

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