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04/03/2015

Commenti

Bubbo Bubboni

"mentre l'auricolare potrebbe fare da guida d'onda" umm, umm. Forse se il metallo dell'auricolare fosse fuso e appiccicato altrove sarei più convinto :-) ma mi piacerebbe sentire un asso dei campi elettromagnetici in merito.

Cmq anche io uso simili dati quando mi viene posta la stessa domanda ma aggiungo due punti:
- non mi risulta che sia nota l'equazione che lega intensità del campo, frequenza e "benessere" (e magari anche orientamento dello stesso o chissà cosa rileva). Quindi ragionare su più o meno watt non ha particolari basi scientifiche se non per quelle "porzioni" di equazione che sono già note (cfr. forno a micronde o radiazioni ionizzanti).
- mi risulta che nei bilanci di molte società telco ci siano accantonamenti per eventuali cause in merito e una discreta quantità di leggi e liberatorie che forse tra qualche decennio serviranno, guarda un po', a "risparmiare" nei giudizi. Questo, a mio parere, conferma solo una mancanza di dati certi nel merito.

Ultimo punto è che i messaggi del tipo "tutto fa male quindi nulla fa male" sono parte, guarda un po', della "migliore" propaganda del tabacco. Quindi ben vengano ragionamenti chiari e approfonditi!

Alessia Maccaferri

Ricordo che l'Unione Europea ha già raccomandato cautela nell'uso del wifi nelle scuole . Qui il testo http://assembly.coe.int/mainf.asp?link=/documents/adoptedtext/ta11/eres1815.htm

Daniele Crespi

Grazie Quinta.

Aggiungo una considerazione:
ma a casa il WiFi che facciamo ? lo spegniamo ?
E nelle aziende ?
E nei bar , ristoranti, nelle piazze ?

Io per il momento a casa mia lo tengo acceso.
ciao
daniele

Frank

Anche la Città di Torino non scherza http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0CCgQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.comune.torino.it%2Fconsiglio%2Fdocumenti1%2Fatti%2Ftesti%2F2012_05488.pdf&ei=Agj4VN79KILEOLf1gbgK&usg=AFQjCNGFTHEgbCnyQmjdfVPlm_9svLJOKw&bvm=bv.87519884,d.ZWU

Luca

@Alessia, nel testo da lei riportato, viene indicata come priorità quella di porre attenzione nel ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici partendo dai Cellulari.

8.1.1. take all reasonable measures to reduce exposure to electromagnetic fields, especially to radio frequencies from mobile phones, and particularly the exposure to children and young people who seem to be most at risk from head tumours;

Madeinblue

Bell'articolo davvero, sopratutto in un momento "caldo", che lo sarà sempre di più dato che le persone - i non tecnici - danno ascolto alle derive di bufale e siti allarmistici. Non che non ci si debba preoccupare, tuttavia la preoccupazione sarebbe legittima se coerente al proprio stile di vita I.E. se vivi da eremita o hai abbracciato la filosofia del semplificazione o del ritorno alle origini.
Vi sono poi soluzioni che evitano la proliferazione delle antenne, questo va detto. Nel mio ambito lavorativo riceviamo richieste per rimuovere antenne da luoghi pubblici e... sostituirle con altri dispositivi che permettono ugualmente di avere segnale :-)

Giovanni

Articolo interessante, da anni ho clienti (scuole soprattutto) che mi chiedono un parere in merito, e sono abbastanza allineato sulle risposte tecniche di quintarelli, cioè che il pericolo è prima di tutto il cellulare, poi eventualmente il vostro PC/tablet, e solo alla fine l'access point che è lontano e l'energia che assorbe il vostro corpo è esigua.
Aggiungo alcune note:
1) Quella dell'auricolare che fa da guida d'onda, a naso, sembra una leggenda metropolitana. Qualcuno ha fatto delle misurazioni in merito ?
3) Vi preoccupate del WiFi e poi fate installare i radar volumetrici degli impianti di allarme che sono in trasmissione continua con potenze paragonabili ad un accesspoint ? Ma, ripeto, in trasmissione continua ?
4) Ogni cosa che ci circonda può far bene o male, a seconda di come la usiamo. Anche l'acqua. Se ci si mette la testa dentro, tutta intera, si muore entro pochi secondi.

Morale: serve informazione. Serve spiegare alla gente che bastano e si devono rispettare i 30-50 cm di distanza. Serve spiegare che il problema non è l'AP ma il dispositivo, o comunque quello dei due che è più vicino al corpo umano. Bisogna spiegare che una donna incinta non può tenere il tablet sul pancione, e che il problema in quel momento non è l'accesspoint ma il tablet. Serve spiegare che non puoi stare col telefono cellulare attaccato mezz'ora al cervello, perché il minimo che gli fai, al cervello, è surriscaldarlo.
Serve informazione. Altrimenti la gente si rifugia nella caccia alle streghe che è già in corso.

Luca G.

Molto interessante l'articolo e i commenti. Chiedo a chi mi sa rispondere: se spengo l'antenna del tablet (cioè seleziono la modalità "Aereo"), essa si spegne effettivamente e quindi la precauzione della distanza 30-50 cm. viene meno oppure no?

Stefano Quintarelli

non ci sono studi che discriminino tra intensità, frequenza, ecc. ma tra campi elettrici e campi magnetici si. segui i link del post per approfondire. e' interessante. i campi vengono usati anche a fini terapeutici ("fanno bene" in alcune condizioni).
a me non risulta che negli accantonamenti fondo rischi ci sia alcunche' legato a queste cose.

poi, non perdiamo il focus. parlavamo del wifi.
il wifi e' 5 ordini di grandezza in meno del telefonino. questo e' il key take away.

se volessimo fare un paragone con il tabacco, che citi, e' come se ci preoccupassimo di non mangiare carne perché fa male, quando fumiamo 10 pacchetti di sigarette al giorno.

last, non e' sufficiente fare affermazioni apodittiche generiche. bisogna vedere la mortalità. l'unico studio approfondito su questo che ha trovato una correlazione e' quello indicato svedese, to my knowledge. insufficiente peraltro per stabilire un nesso di causalita'. ma anche se ci fosse comunque causalita, comunque l'incremento di mortalita' annua attesa sarebbe dello stesso ordine di grandezza (per 100.000 persone) di quella della guida in strade extraurbane. (senza considerare altri effetti quali inquinamento, stress, rumore, inquinamento della filiera, ecc)

qui il takeaway e' che il rischio relativo e' analogo a quello di tante altre attivita' umane che, per consuetudine, consideriamo "sostanzialmente sicure" e l'altro takeaway e' che il modo per mitigare il rischio, se si e' molto sensibili al rischio, come usammo le cinture di sicurezza e i limiti di velocita', qui e' usare un auricolare.

e comunque, ripeto, il wifi e' 5 ordini di grandezza in meno del telefonino.

Stefano Quintarelli

premesso che, come diceva Bismark, l'uomo che ama le salsicce e le leggi non dovrebbe sapere come vengono fatte le une e le altre - e cio' mi consta direttamente, questa citata è una risoluzione, non una raccomandazione (giuridicamente sono cose assai diverse, anche come effetti. una raccomandazione di questo tenore non e' mai uscita e dubito proprio che potrebbe uscire).

altro punto non indifferente, il link citato e' precedente agli studi statistici che ho riportato.
(pensa che c'e' una norma che prevede che le auto siano precedute da uno sbandieratore con una banidera rossa... gli atti parlamentari non possono essere fatti sulla base delle conoscenze acquisite posteriormente...)

cio' detto sulla forma, non mi pare che nella sostanza dica alcunche' di diverso o discordante dal quadro che ho rappresentato.

e comunque, in nessun punto del citato link "si raccomanda cautela nell'uso del wifi nelle scuole"

Stefano Quintarelli

se vuoi spegnerlo, fai pure. e' una questione di tua sensibilita'
io conosco un ragazzo che si sposta solo a piedi..

se lo spegni perché preoccupato per i campi elettromagnetici, sappi che un telefonino ti pone ad una esposizione circa 10.000 volte maggiore.

ti avverto, casomai dovessimo incontrarci, di non avvicinarti a me, che generalmente ne ho uno acceso in tasca!!

p.s. io a casa spengo l'access point quando non lo uso. cosi' come tolgo l'alimentazione (ho messo degli interruttori comodi) anche a tv, decoder, NAS, switch, ecc. e per lo stesso motivo per cui spengo le lampadine. ovvero che mi sembra uno spreco buttare energia quando nessuno ne beneficia (ovvero una motivazione "ecologica", se vogliamo dire cosi'..)

Stefano Quintarelli

diceva Bismark: l'uomo che ama le salsicce e le leggi non dovrebbe sapere come vengono fatte le une e le altre - e cio' mi consta direttamente.
mi sento di poter scommettere la mia casa contro un monopattino che la maggioranza che ha votato quella risoluzione non si e' chiesta quale è il potenziale rischio relativo a esposizione a campi tra cellulari e wifi.
probabilmente anche perché impegnati a parlare al cellulare...

Stefano Quintarelli

anche dal punto di vista di coloro che hanno a cuore la precauzione rispetto a campi elettromagnetici, la proliferazione delle antenne e' cosa desiderabile.
il wifi emette a 5 ordini di grandezza in meno del cellulare perché le antenne sono centinaia di migliaia e sono vicine ai dispositivi.
ben venga il 5G!

Stefano Quintarelli

1) un mio amico fisico francese che si occupava di antenne (un progettista di antenne) mi ha suggerito la possibilita' di questo effetto anni or sono. mi dice una altro amico, piu' di recente, che gli auricolari di buona qualita' sono realizzati per minimizzare l'effetto. io, direttamente, non ne so abbastanza.

3) verissimo. non e' una cosa diffusissssimissima, ttuttavia. certo molto di meno del/i cellulare/i che teniamo in tasca e regaliamo ai bambinetti.. (io ho atteso che mia figlia compisse 14 anni prima di darglielo)

"Serve spiegare che non puoi stare col telefono cellulare attaccato mezz'ora al cervello, perché il minimo che gli fai, al cervello, è surriscaldarlo"

specificherei, "se credi nel principio di precauzione non dovresti..." sul fatto del riscaldamento sono stati fatti molti studi, mi sono limitato a dire che l'esposizione e' inferiore a quella del sole, visto che la tintarella al mare e' uno sport nazionale per molte ore al giorno. gli studi mostrano che lgi effetti del riscaldamento sono mitigati dalla circolazione sanguigna (per completezza di info)

Stefano Quintarelli

certamente si. se metti la modalita' aereo spegni sia la radio cellulare che il wifi. tant'e' che le batterie durano di piu'...
tieni presente che il campo del cellulare, a parità di distanza, e' 5 volte superiore a quello del wifi.

Alessia

Grazie Stefano, anche a me interessava molto quest'ultimo chiarimento... Mio figlio (che ha 2 anni) ha una passione per il cellulare (come credo moltissimi bambini), ma per cercare di proteggerlo metto sempre su "uso aereo"... Poco potrò fare (se non una buona educazione) quando diventerà più grande ed avrà un cellulare tutto suo, ma almeno per il momento cerco la strada migliore... Grazie ancora x l'articolo e le precisazioni... :-)

Stefano Quintarelli

Alessia, io alle mie figlie ho dato il cellulare solo alla prima, quando ha compiuto 14 anni (come scrivevo altrove) perché _ANCHE_IO_ seguo un principio di cautela (ma informato...)

la piccola, di 11 anni, da 3 anni usa un tablet in quanto dislessica, senza SIM, con wifi. adesso le ho messo whatsapp sul tablet, associato ad un numero di una SIM (che non e' inserita nel tablet) e quindi usa whatsapp - essenziale per rimanere in societa' - ma via wifi. e le ho spiegato perché, fino a 14 anni, non le daro' un cellulare...

Bubbo Bubboni

"studi che discriminino [...] tra campi elettrici e campi magnetici", umm, umm! Non vorrei che il buon Michael Faraday sia poi diventato una dinamo di Pacinotti, ma da morto...

C'è un punto che voglio spiegare, il resto è solo non letto.

Siccome la famosa equazione non è nota e siccome ci sono effetti sulle cellule (positivi o negativi, direi che c'è consenso sul fatto che ci siano) allora non è affatto detto che meno potenza sia meglio. Potrebbe essere che sia molto meglio meno frequenza o che ci sia ben poca linearità nell'equazione.
Quindi dire c'è meno potenza allora fa meno male sarebbe come dire c'è più frequenza quindi fa bene. Simpatico ma, a rigore, non fondato.

Io evito accuratamente le "affermazioni apodittiche generiche" e mi fa piacere leggere ragionamenti su un tema importantissimo e complesso.

Il tabacco entra solo sul piano marketing. L'idea che tutto sia rischioso è uno dei pilastri del marketing del tabacco per la facile (e falsa) considerazione che se tutto fa male allora il tabacco non è un problema. Senza dimenticare che classificare quali effetti sulle cellule sono "buoni" non è affatto facile. Sarebbe un po' come chiedersi quanto fa male la carne senza considerare se sei una mucca o un fastfood.

L'unico antidoto al tabacco e ai campi è lo studio, non solo statistico ma biologico. E, direi, anche elettromagnetico :-)

Stefano Quintarelli

touche

Battitore Libero

Ad ogni modo, il cellulare avrà anche un'intensità maggiore, ma in media si usa molto meno del wifi, che trasmette sempre e comunque.

Forse, e dico forse, dormire (o lavorare) a un metro da un AP acceso è più rischioso che stare un totale di 30 minuti al telefono al giorno (ad 1 cm di distanza).

Stefano Quintarelli

cfr link alla pagina della sanita' svizzera; cito:
"Analogamente al sistema GSM, anche con la tecnologia UMTS il telefonino è costantemente collegato pure in modalità standby."

Bubbo Bubboni

Umm, umm. Il doc svizzero è corretto. Il telefonino è collegato. Cioè in standby trasmette "un breve segnale radio non appena giunge in una nuova cella oppure a intervalli fissi di 12-240 minuti, a seconda della compagnia telefonica" che in UMTS diventano da 5 - 720 minuti, attualmente ca. 33. [tabella 1]

Non è per pietà del 3GPP, è che altrimenti la batteria in standby durerebbe esattamente quanto in conversazione...

Stesso discorso per il WiFi. Il duty cicle è complicato ma non è affatto unitario, sempre perché è nato per dispositivi a batteria e, per di più, su canali radio non licenziati.

gabriele

durante una telefonata i cellulari portano il campo nella nostra testa a 50-60 V/m, ed è molto meglio UMTS che GSM; vedi questo recentissimo http://www.arpa.piemonte.it/arpa-comunica/file-notizie/2014/relazione-telefonini-24-maggio-2014damore.pdf dove hanno usato anche i banchi di misura di tilab


media2000 ha dedicato un numero monografico molto bello al tema http://www.media2000.it/esposizione-personale-uso-cellulare-norme-scienza-tutto-sui-campi-elettromagnetici-in-ricerca-fub-elettra-2000-pubblicata-media-duemila/

dal 2011 per OMS le radiofrequenze sono classificate "possibly cancerogen" (classe 2B); http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf


un impatto noto (ma poco pubblicizzato) è la cataratta al cristallino, la cosiddetta "malattia del radarista" , che non è un tumore ma è un effetto noto della esposizione alla RF (e alla luce blue dei monitor .. altra cosa di cui si parla pochissimo ma che non fa affatto bene agli occhi ma anche al sistema ormonale in particolare al ciclo della melatonina ...)

mfp

Diffida serenamente di tutti i testi che non parlano di W/Kg e invece parlano di V/m (o V/m^2). Il nostro corpo, al naturale, senza contaminanti, funziona come qualunque altro corpo: assorbe e dissipa energia, in proporzione ad un coefficiente chimico e la sua geometria, che lo fa oscillare (in toto o in parti), ottenendo vari risultati (es: calore, evoluzione cellulare, etc) spesso del tutto fisiologici (es: perche' la gallina scalda l'uovo per giorni interi? Lo preferisce cotto, o vuole un figlio?). Pertanto il W/Kg, ad esempio usato qui in Asia (se vuoi ti mando una scansione del libretto del mio cellulare), e' piu' cogente perche' ti parla di 'quantita' di energia assorbita dalla massa nell'unita' di tempo' piuttosto che 'differenza di potenziale tra due punti (o su una superficie)'. Impiegare il V/m e' una banalizzazione legata al fatto che gli strumenti matematici necessari e sufficienti sono piu' semplici di quelli necessari ad analizzare la stessa questione usando il W/Kg; il modello e' enormemente piu' semplice. Quindi lo studio basato su V/m risulta essere banale, quindi inutile.
Probabile che sia stato fatto da gente che taglincolla da wikipedia, comunque non da scienziati; bastano nozioni elementari di fisica per rendersi conto della porcata.

L'RF e' sempre stato 'potenzialmente cancerogeno', qualunque RF; quello ionizzante di piu', quello non ionizzante di meno, ma tutti 'potenzialmente' fanno danni. Danni, per l'appunto, stocastici. Quello di cui si discute e' 'quanto potenziale', quanto spesso e quanto male. Quanto. Perche' sapendo il 'quanto' e' possibile fare ragionamenti ulteriori; altrimenti no, e' solo una caccia alle streghe. Il dato che l'OMS, finalmente, abbia smesso di ignorare la questione non puo' che farmi felice, perche' potrebbe voler dire che hanno iniziato a studiare seriamente la questione invece di insabbiarla come nei passati 30 anni; e quindi prima o poi sapranno fornire, scientificamente (prove empiriche, replicabilita' da parte di terzi indipendenti, etc), il 'quanto' che cerchiamo. In base a quello possiamo modificare le nostre emissioni in modo opportuno; ingegneristicamente parlando c'e' molto spazio di manovra.

Quanto a tutte le cazzate che raccatti in giro sulle cataratte oculari: basta 1 minuto di esposizione a 1 metro da un radar di piccolo taglio per diventare ciechi, ma ci vogliono decenni davanti al monitor del radar, piu' decenni di quanto viva un uomo molto longevo; e non serve un radar, anche le antenne comunemente usate nei centri urbani sono altrettanto pericolose ma... stanno almeno a 20 metri sopra la testa di colui che sosta sotto il loro palo (che spesso e' l'angolo morto dell'antenna) e a distanze superiori (la diagonale e' piu' lunga dei lati) mano mano che il tecnico installatore si avvicina/allontana, e a centinaia di metri da tutti gli altri ignavi che passano li' vicino. La 'malattia del radarista' e' cioe' al piu' la malattia di chi monta le antenne, non di chi ne gode; inoltre dovresti andarti a guardare quanta (tanta, troppa) energia emetteva un tubo catodico e quanta (poca, insignificante) emette un pannello lcd: quelli che si sono ammalati erano professionisti che montavano i radar e/o li impiegavano usando monitor a tubi catodici, nelle installazioni militari e commerciali. E' una malattia professionale, non di tutti (fortunatamente). Ed oggi, almeno per quanto riguarda i tubi catodici, e' malattia debellata.

Quanto alle stronzate mondiali sulla Vitamina D ... che e' sintetizzata dal corpo umano in funzione del ciclo dormi-veglia, quindi: non puoi assorbirla con cibi, pasticche, e gocce, ne' tantomeno stando sdraiato al sole perche' non e' roba che circola nell'aria come fosse l'etere a cui credevano fino al 1600 perche' non conoscevano le forze fondamentali (nucleare forte, nucleare debole, elettrica, gravitazionale) ne' tante altre cose.
Quello che assorbi (mangiando) sono i componenti con cui il corpo la sintetizza, e garantendo la disponibilita' in eccesso dei componenti, assicuri la produzione di Vitamina D indipendentemente dal ciclo intradiano: avendo componenti in eccesso, questi rimangono in circolazione per piu' tempo, quindi il corpo ha la liberta' di sintetizzare senza orari precisi, per poi espellere l'eccesso sottoforma di urina.
E sintesi che e' indipendente dalla luce a disposizione se non fosse che, per l'appunto, il corpo approfitta del sonno (o della veglia) per dedicarsi ad alcune funzioni di sintesi fondamentali, ma l'abitudine ci ha portati a dormire quando non c'e' luce e quindi ad assimilare (e confondere) le due nozioni (sintesi e sonno/veglia). Cosi' come confondiamo tante altre cose che fanno pensare agli ignoranti di propinare consigli sulla vitamina D, le attivita' all'aria aperta, e tutto il cucuzzaro standard di gente che vive impiegando un calendario luna-solare senza nemmeno conoscere il significato di 'luna-solare', figurati la cognizione di Sistema Dinamico.
Non esiste cioe' una regola in tal senso: dormire regolarmente in modo da stare svegli quando c'e' luce, mangiare sano, e non stressarsi, sono semplicemente il modo migliore per avere la luce necessaria a svolgere un qualunque lavoro e allo stesso tempo non dover garantire al corpo componenti in eccesso perche' le sintesi necessarie avvengono con altrettanta regolarita'; in sostanza, costa di meno che tenere accesa una lampada per allevamento di notte, e comprare sostanze di sintesi per sopperire alle mancanze alimentari. Per lo meno, costa meno, perche' poi mangiamo anche, ma cibi scadenti (es: merendine al posto della pizza)... quindi dobbiamo comprare entrambi. Pero' volendo potrebbe costare meno se invece di mangiare, usassimo solo sostanze di sintesi (per assumere i nutrienti) miste a sassolini sferici lavabili (per dare senso di sazieta').
Intere popolazioni, sul tuo pianeta, nel momento in cui scrivo, sopravvivono grazie a meccanismi del genere.

Stefano Bagnara

Vedendo quanta gente continua a far rigirare ogni anno la bufala del mese con 5 domeniche (o lunedì/sabati, etc) che si ripeterebbe solo ogni 823 anni, mi chiedo se sia più vincente fornire numeri/dati/informazioni su cui ragionare o mettere in giro una storiella completamente inventata ma molto semplice da inoltrare/condividere.

Battitore Libero

Si, sarà sempre collegato (diciamo sempre, anche se sarebbe più corretto dire che invia al massimo un segnale ogni 5 minuti..), ma non è sempre ad 1 cm dalla testa....mi sembra che stia giocando con i parametri un pò come vuole lei...

Stefano Quintarelli

vero, passap iu' tempo vicino alle gonadi che attaccato alla testa. ma sull'impulso ogni 5 minuti, solo se hai dati disattivati. alzate la mano chi ha i dati disattivaati : 1 , 2, .. ?

Stefano Quintarelli

non consento che il mio blog venga usato per fare pubblicità a prodotti ed aziende che li commercializzino. punto.
tantomeno se promuovono immaginifiche doti taumaturgiche speculando su timori delle persone.

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