« ECJ: Le autorità della Privacy possono sospendere trasferimento dati di cittadini ue verso facebook in usa | Principale | Quando l'intelligenza artificiale in RAI fa gli stessi spettatori di Vespa con Renzi »

23/09/2015

Commenti

Luigi Rosa

Affidabilità dei dati?
Chiedo per informazione, non per polemica o dietrologia: non è che l'Association of American Publishers rappresenta chi ha interessi nella pubblicazione cartacea?

Ci può essere comunque un assestamento che taglia via chi ha comperato per hype o similare, ci sta che la curva possa essere ___/\---- (in ASCII è defficile, ma spero renda l'idea)

Michele Bariani

Non necessariamente in ordine di effettiva incidenza:

a) In Italia si legge "poco", ed il segmento di popolazione più tecnologico (i ragazzini) è quello che legge di meno - Non ho dati a supporto, è la mia impressione da quello che vedo per strada, nei locali, metropolitana, treni, bus.

b) Non si è voluto (potuto?) approfittare dei minori costi di produzione/distribuzione per rendere più bassi i prezzi. Ok per le offertissime dei classici, ma i libri nuovi escono allo stesso prezzo del cartaceo mi sembra.

c) Un e-book si può spesso trovare anche "piratato", a differenza di un libro cartaceo fisico. Inutile dire che i sistemi DRM in uso ostacolano solo gli utenti legittimi (che non possono ad esempio prestare un libro ad un amico, come nel cartaceo) ma non certo chi è un minimo smanettone o ci vuole lucrare.

Renato Gelforte

Penso che siate tutti d'accordo con me quando dico che un libro non lo si legge su di uno smartphone! Corretto?
Bene andate allora a guardarvi le vendite dei tablet e degli iPad (per esempio fate una ricerca con "tablet and ipad sales decline").
Non metto in dubbio il fatto che l'Association of American Publishers tiri l'acqua al suo mulino, ma vedo che molti miei amici ormai usano il tablet per giocare a Ruzzle e niente di più, aggiungo che la gran parte delle persone che conosco il tablet l'hanno ricevuto in regalo da mogli e fidanzate.
Io ho sempre sostenuto fino dagli esordi che sarebbe stato un flop! Anche a costo di farmi molti nemici tra gli amici che hanno interessi in quel campo (formatori, fornitori di software per scimmiottare la carta aggiungendo qua e la qualche fuoco d'artificio).

Il tablet è stato tanto pompato da Apple che ha fatto credere ad un mare di editori che lei (Apple) li avrebbe salvati dall'uragano del web con i suoi digital shelf, digital kiosk eccetera. Edicola digitale, libreria digitale ... morale Apple Newsstand è stato chiuso lo scorso giugno.
In sostanza Apple ha fatto perdere loro tempo e denaro. Mentre la vera battaglia era da giocare sul web.
Quando sento qualche editore parlare di "digitale" chiedo sempre di essere chiaro nell'esprimersi: parliamo di web o di app?
E di che app parliamo? Uno sgangherato PDF da sfogliare spacciato per app?
Non ci siamo!
Forse, come mi spiegava il caro amico Andrea l'iPad è stato costruito per le cose che verranno: app tutte da inventare.
Aspettiamo, ma intanto rassegnamoci all'idea che sia molto vero il fatto che sono pochissimi i libri letti in "digitale".

A proposito, ma la scuola italiana non doveva comperare una valanga di iPad da dare agli studenti?
A cosa dobbiamo la fortuna che ciò non sia avvenuto?

Michele Bariani

Posso concordare sull'ipervalutazione dei tablet, le mie osservazioni sono infatti riferite più agli e-reader come device per leggere. Un device appunto non per il lettore occasionale, ma per chi legge "con continuità"

Renato Gelforte

Giusto sottolineare che il discorso andrebbe focalizzato sui semplici e-reader, ma ci tenevo a sfogarmi sui tablet e non volevo prendere troppo spazio.
Comunque il discorso è stato affrontato tante volte sui gruppi di Editoria Italiana su LinkedIn.
Per me l'assenza di uno standard de facto per la produzione degli e-book che, come è noto, vengono prodotti con migliaia di ricette diverse per essere poi erogati su device di produttori affannati a monetizzare e recintare con i paletti delle loro app i contenuti dei poveri autori che alla fine non guadagnano un cavolo, è il primo ostacolo ad una maggiore produzione e quindi ad una più larga offerta di titoli.
C'era e c'è il web, perché perdere tempo con le app?
Perché leggere un libro con un app quando lo posso leggere in un browser?
Si, direte voi, ma una app te la scarichi e ti tieni i contenuti sul device, con il browser devi essere connesso.
E allora dai a scaricare bit su bit e a non sapere più dove metterli.
Ma vi sembra logico?
L'altro grande ostacolo ho timore ad esporlo perché so di sollevare il solito polverone da parte degli innovatori puri e duri e dei digitali tout court.
Alla gente piace di più leggere in modo tradizionale sulla carta, punto e basta.
Gli italiani, per il momento non c'entrano! L'articolo parla dell'America e del mondo intero.

Sempre a proposito della caduta delle vendite, è utile leggersi un articolo del 3 settembre apparso su WSJ:
E-Book Sales Fall After New Amazon Contracts
Prices rise, but revenue takes a hit

Renato Gelforte

per poca dimestichezza con type-pad che tra l'altro mi nasconde i pulsanti quando allargo la finestra di editing verso il basso, ho postato un nuovo commento anziché rispondere direttamente alla tua risposta. Sorry!

Gabriele

Credo che prima o poi la crescita degli ebook riprenderà e possa sorpassare il mercato della carta perlomeno in alcuni mercati, ad esempio quelli emergenti. Per il momento ecco qualche considerazione sparsa che può aiutare a spiegare l'attuale impasse:

1) Non so se siano inclusi nelle statistiche, ma buona parte dei libri sono educativi e le versioni ebook sono inferiori a quelli fisici in questo campo, per ovvi motivi. Altre esperienze inferiori sono quelle della rilettura o del prestito, che sono più comode con un libro fisico. Inoltre un libro può essere un oggetto da mostrare, un ebook no.
2) Per chi legge pochi libri il costo di un lettore, tablet o e-reader, è un costo in più sui libri che non viene ripagato dai prezzi minori degli ebook.
3) L'offerta di libri è diversa tra ebook e libri fisici. Ad esempio personalmente su e-reader leggo racconti e novelle che sono anti-economici su carta, mentre su carta sono sicuro di poter trovare tutti i libri di cui "si parla". Se possibile, è più comodo avere tutti i libri di storia o dell'autore X in un solo formato.
4) C'è chi acquista libri che gli interessano e che intende leggere "in futuro". Addirittura mio nonno acquistava libri da leggere per la pensione. Vista l'obsolescenza delle tecnologie c'è il rischio che, a distanza di mesi o anni, uno si perda l'e-reader o l'ebook non sia più accessibile. Qualcosa che è già successo con vinili, musicassette, VHS, etc. Con un libro di carta non rischi.

Stefano Bagnara

Sarebbe interessante una statistica che mette a confronto i prezzi delle versioni cartacee ed ebook degli stessi libri.

Personalmente non compro tracce audio o film in streaming PREVALENTEMENTE perchè le relative versioni fisiche le trovo a MENO prezzo. Trovo assurdo dover pagare un insieme di byte di più rispetto ad un supporto fisico che contiene quell'informazione, che di solito è corredato da altro materiale (immagini, booklet) e che posso prestare agli amici senza problemi, rivendere quando non mi interesserà più.

Se le versioni dematerializzate costassero la metà probabilmente comprerei quelle.

Oggi il motivo principale per prendere un ebook è che pesa meno portarselo in giro: questa non è una leva sufficiente per la maggior parte dell'utenza e non mi sembra nemmeno così strano. E magari tra quelli a cui interesserebbe pesa comunque ancora il fatto di non sentire il tocco della carta, di non poterlo prestare e via dicendo.

Un ebook reader migliore o a meno prezzo secondo me non sposta nulla in questo equilibrio: una modifica ai diritti dei consumatori sui file digitali insieme ad un prezzo inferiore invece potrebbero fare la differenza.

andrea dolci

Da semplice utente ignorante della materia posso dire che a mio avviso l'ebook ha alcuni grossi limiti.
Innanzitutto il prezzo che è troppo vicino a quello del libro cartaceo. Nella mia percezione di lettore, pagare 7 euro per un libro che su carta ne costa 10 non ha senso.
Seconda cosa non mi piace il fatto che i libri non si comprano ma si paga per avere il permesso di leggerli col rischio poi, come successo al sottoscritto, che in un cambio di device mi scompaiono dei libri e trattandosi di vecchi acquisti non c'è stato verso di farmeli "ricaricare" perchè Amazon non aveva più traccia degli acquisti.
Da ultimo c'è anche il fatto che molti ebook sono fatti veramente male, pieni di errori di impaginazione, a volte con pagine mancanti o addirittura ripetute.

Vincenzo

Penso che i device di lettura si debbano evolvere ancora parecchio. Se, ad esempio, avessero dimensioni di schermo equiparabili ad un foglio A4 garantirebbero una lettura più confortevole con un'impaginazione molto più vicina a quella del formato cartaceo.
C'è poi il discorso "formato elettronico" che viene venduto come servizio lì dove io voglio acquisire un contenuto e farne liberamente ciò che voglio.
Gli e-book risolvono il problema dell'informazione soggetta a rapida obsolescenza come ad esempio i datasheet dei micro-processori e dei vari chip usati in elettronica (talvolta migliaia di pagine da moltiplicare per ciascun componente ...). Diversi anni fa comprai appositamente un tablet con schermo da 10" per questo ed oggi che la cecagna avanza ne ho preso uno da 13" che offre nativamente funzionalità a mio avviso interessanti. Comprare un e-reader? Che senso ha. Piuttosto avrebbe senso dividere il servizio di fornitura (appunto un servizio) con il contenuto (prodotto editoriale) scorporando così il prezzo del prodotto editoriale da quello del servizio che lo porta sul tuo dispositivo. Già questo darebbe di sicuro più chiarezza sul prezzo di acquisto e potrebbe (...ma non è detto) abbattere i costi accessori dovuti all'applicazione dell'IVA.
Se poi si parla di user's experience nell'utilizzo di un e-book la mia risposta è : dipende da ciò che leggi e da come, quando e dove lo leggi.
Il cartaceo è bello per riempire la propria biblioteca ma lì io, che ho poco spazio, preferisco metterci libri di pregio (...magari incartapecoriti...) per le future generazioni ...

Enrico Pallazzo

Ci sono numerosi fattori. Uno è che alcuni editori ostacolano la vendita degli ebook. Sperling & Kuopfer ha pubblicato il nuovo libro di Stephen King in carta (17 euro) e non uscirà con quello digitale prima di un anno, con l'edizione economica. Agli editori il digitale non piace e non ne fanno mistero. Per questo spesso i meccanismi di acquisto sono complessi e diversi per ogni piattaforma. Chi legge solo in digitale va perlopiù sui circuiti pirata che crescono sempre più e sono molto ben forniti ormai.
Un altro motivo è il non possedere i contenuti. I libri, molto più della musica, li vuoi condividere, prestare, far leggere al fratello o all'amico. I DRM degli ebook sono una porcheria.
Rimane infine il discorso dei dispositivi insufficienti: l'ipod era un chiaro miglioramento del walkman, migliorare un libro non è altrettanto semplice. I tablet soffrono in leggibilità, gli ereader sono buoni solo per leggere ma se uno si porta già in giro uno smartphone e magari un tablet o laptop non vuole il "terzo dispositivo".
A mio avviso il futuro dell'editoria è solo digitale con servizi di stampa dei libri per chi vorrà avere la copia in carta. Mi pare una strada obbligata alla quale si arriverà quando i dispositivi matureranno e quando ci saranno piattaforme come spotify per i libri (a proposito pare che google abbia acquistato una startup che faceva quello). Forse ci vorrà qualche anno in più, del resto il primo kindle è stato introdotto sei anni dopo il primo ipod.

Stefano Bagnara

Adoro le ricerche perchè ognuno ci legge quello che vuole.. stessa ricerca Nielsen, due letture opposte:
http://www.writersdream.org/2015/09/le-voluzione-dei-lettori-italiani-il-49-preferisce-gli-ebook/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/18/libri-secondo-nielsen-carta-batte-e-book-ma-e-proprio-vero/2048672/

I commenti per questa nota sono chiusi.