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11/12/2015

Commenti

Stefano Bagnara

Il mio inglese non è il massimo: il dizionario mi da "renter" valido sia per il "locatore" che per "inquilino".. qual è dei due?
Dalla frase mi farebbe pensare a chi cerca un posto dove dormire, caso in cui anche nell'epoca preinternet o pre-rating chiunque aveva accesso al nome prima di dire se aveva disponibilità o meno....

Il rating del "cliente", in questo senso, dovrebbe MIGLIORARE la situazione visto che il razzista, che prima discriminava per il nome potrebbe ricredersi visto il buon rating del cliente, ma non vedo come può PEGGIORARLA.

Al contrario se il sistema fosse anonimo allora potremmo pensare che chi assegna i rating lo faccia in maniera razzista e quindi a parità di condizioni assegni un rating peggiore ad alcuni, che poi sarebbero quindi discriminati nei successivi acquisti, anche se fatti in forma anonima. Ma non è questo il caso.

Se invece si parla dei locatori (anche se non mi pare) anche qui non ci vedo un peggioramento rispetto all'offline.

Per me qui si tratta solo del fatto che oggi queste cose vengono misurate mentre nel mondo pre-rating (per non parlare del pre-internet) non veniva fatto, ma sono convinto che la discriminazione fosse molto più presente prima e che questi sistemi (rating) se fa qualcosa, l'attenuino.

Condivido in generale la questione "sociale" e condivido il fatto che si debba fare qualcosa: quello che non condivido è il messaggio che il meccanismo del rating sia un "nemico" in questo senso. Secondo me bisogna distinguere il discriminato per "razzismo" (che secondo me viene aiutato da un meccanismo di rating) rispetto al discriminato per disabilità/inabilità: secondo me pensare di aiutare questo caso combattendo il meccanismo del rating è profondamente sbagliato, questo è un caso che va gestito diversamente. Altrimenti la soluzione è mettere lo stipendio di stato indipendentemente dal lavoro che fai o dal fatto che lavori o meno, così togliamo le discriminazioni. Mettiamo un portare che a random sceglie chi dorme dove così togliamo le discriminazioni di qualunque tipo e così la qualità dell'offerta finisce nel burrone.

Stefano Bagnara

Statistica: Harvard ha semplicemente rilevato che gli americani sono razzisti e che lo sono anche quando usano AirBnb. Ha anche rilevato che uno può usare dati falsi quando si registra ad airbnb. Non ha rilevato assolutamente che il social-rating introduce un problema discriminatorio. Anzi tutt'altro, la ricerca è stata fatta con profili appena creati e che quindi non avevano alcun rating, quindi secondo me il tuo titolo "effetti discriminatori del social rating" è strumentale o fuorviante.

Rimane chiaramente la mia enorme stima per te e per ciò che scrivi in genere (il tuo è il mio blog preferito), ma questo "rilancio" mi sembra svilire un po' l'argomentazione della sharing economy (per la quale condivido il problema dell'intermediario che prende tutto ma che trovo MOLTO discutibili le argomentazioni di discriminazione o il fatto che una persona dovrebbe essere retribuita per quanto tempo lavora.. quindi scommesse, acquisti societari, borsa è tutta roba il cui reddito dovrebbe essere tassato al 100% secondo quella teoria?).

Stefano Quintarelli

infatti avevo precisato nell'ultima frase.
i titoli dei post - lo ammetto - da un po' soffrono di titolismo, dato dalla necessita' ci fare stare url e titolo in 140 chars, dato che finiscono in automatico su twitter.

il mio punto e' che il social rating, proprio perché le società sono biased, producono risultati biased in un modo che razionalmente, come collettivita', non vorremmo ma che come singoli invece si.

l'integrale degli interessi collettivi non e' l'interesse collettivo.

se ci chiediamo "vogliamo una societa' che discrimina in base a religione, sesso, razza, ecc. ?" ci diciamo di no e facciamo regole per le pari opportunita'.

proprio perché a livello individuale, se non ci fossero queste regole, individualmente discrimineremmo e quindi la societa' discriminerebbe.

mentre nella societa' facciamo regole per includere, i comportamenti individuali cercano di portarci nella nostra compofrt zone. e' probabilmente connaturaot nell'uomo.

ma non e' quello che come societa' e' desiderabile, per cui abbiamo delle regole. (ad esempio per gli alberghi)

ma se un sistema si basa su meccnaismi che non impongono questi correttivi, finisce che l'applicazione delle regole salta e questo e' il casso per una categoria di soggetti, dimostrata da airbnb

questo il senso del post ch eho scritto zippato per ragioni di tempo

Stefano Bagnara

Lungi da me voler sostenere che la società moderna sia anche quella "desiderabile" per la comunità.
Però continuo a pensare che il social-rating MIGLIORI la situazione rispetto a ciò che abbiamo oggi.

I razzismi secondo me vengono fregati (anche se in minima parte) dai sistemi di social rating: se sei razzista a tal punto da ignorare il buon rating di una controparte alla fine sceglierai una controparte che mediamente ha una qualità minore rispetto a quella che avresti scelto se avessi messo da parte il tuo razzismo.

Quindi *secondo me*, relativamente al razzismo e alla discriminazione il social rating non è parte del problema ma parte della soluzione, almeno nello scenario attuale (e non vedo come il problema della discriminazione diminuirebbe secondo te se non ci fosse il social rating).

Il social rating invece è PARTE DEL PROBLEMA nella questione degli intermediari che "prendono tutto" proprio perchè il social rating lo fai se hai una piattaforma social che sappiamo tendere al monopolismo ed è anche uno dei motivi per cui riesci a creare un intermediario che piglia tutto: gli intermediari grazie al social rating si tolgono pure i costi di selezione degli offerenti e dei richiedenti.. se non avessero il social rating si beccherebbero tutte le problematiche di aver fatto gli intermediari.. così invece, facendo lavorare gli altri, ottengono un asset (i rating) che contribuisce a consolidare la loro posizione.

Provando a fare un passo avanti, quale credi possa essere una "norma" che renderebbe più desiderabile per la società il sistema? Costringere gli operatori "social" a mantenere i profili anonimi e non votabili? Siamo sicuri che sarebbe desiderabile per la società avere un sistema per cui potrebbe riuscire a truffare facilmente vendendo via ebay perchè non deve più preoccuparsi di soddisfare le aspettative della controparte o un altro in cui un inquilino mi mette sotto sopra casa e non possono condividere con gli altri la mia esperienza?

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